ING CHALLENGE WINNERS STORIES: Biorfarm

ING CHALLENGE WINNERS STORIES: Biorfarm

1) Come sei venuto a conoscenza dell’ING Challenge?

In realtà è stato un caso fortuito. Sono stato invitato all’iscrizione da un organizzatore dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, il quale venne a conoscenza della nostra realtà tramite un’altra Startup che ha parlato di noi. La registrazione al Challenge quindi è stata il risultato di un buon networking tra giovani startupper calabresi.

2) Qual è il progetto che hai presentato e com’è nata l’idea?

Il progetto, o meglio la startup si chiama BIORFARM, nata circa un anno fa dalla volontà di proporre una soluzione ad alcuni problemi che caratterizzano le piccole e medie aziende agricole, ovvero la scarsa liquidità e redditività dovuti, oltre che alla competizione con le grandi multinazionali del food e alla lunga filiera di distribuzione, alla difficoltà di raggiungere mercati geograficamente lontani dal proprio territorio di produzione e valorizzare i propri prodotti. Queste difficoltà sono principalmente dovute alla mancanza di strumenti e alla carenza di know how tecnologico. D’altra parte anche i consumatori, consapevoli dell’importanza del mangiar bene, oggi si ritrovano a dover spendere molto di più per prodotti salutari di cui però hanno poca conoscenza, a causa di etichette carenti di informazioni utili e spesso anche volutamente fuorvianti per fini commerciali.
Pensiamo di aiutare le aziende agricole e i consumatori attenti alla qualità digitalizzando i processi di coltivazione, produzione e vendita dei prodotti, creando un network di agricoltori e consumatori che possono interagire tra loro, scambiandosi informazioni, feedback e prodotti. Per sondare il mercato abbiamo lanciato una versione beta, con funzionalità limitate, che ci ha dato la possibilità di conoscere meglio il settore e di acquisire le competenze necessarie per i prossimi step. Oggi, nella versione beta, BIORFARM è la prima piattaforma al mondo che consente all’utente di diventare “Agricoltore virtuale”, vivendo un’esperienza unica nel suo genere. Su Biorfarm.com è possibile adottare un albero da frutta, seguirne tramite pc o dispositivi mobili la crescita naturale e la coltivazione rigorosamente biologica, entrare direttamente in contatto con gli agricoltori presenti sulla piattaforma e infine, ricevere a domicilio i propri frutti freschi appena raccolti. In questo modo l’utente oltre ad avere informazioni sull’intero processo di coltivazione e produzione dei prodotti che riceverà a domicilio, conosce personalmente la persona che lavora, coltiva e produce gli alimenti che consuma. Questo è il primo step, l’idea si concretizzerà con la realizzazione di una vera e propria community agricola digitale che ruoterà intorno ad una applicazione mobile, grazie alla quale agricoltori e utenti saranno costantemente interconnessi tra loro. Oltre a migliorare la user experience e il processo con cui gli agricoltori condividono con gli utenti ciò che succede in campagna, le aziende agricole presenti sulla piattaforma potranno comunicare tra di loro, condividendo competenze e conoscenze, implementando così sinergie e cooperazione. Allo stesso tempo gli utenti potranno condividere informazioni, feedback e opinioni tra loro, scambiarsi i prodotti ed essere sicuri della qualità e dell’origine dei loro alimenti preferiti, il tutto vivendo una user experience unica.

3) Da chi è composto il team, che background avete?

Il nostro team è molto eterogeneo ma coeso. Oltre a me, ideatore e coordinatore, immerso a tempo pieno nella gestione del business, c’è Giuseppe, Business Strategist e consulente senior in Accenture che ci segue da Milano. Io e Giuseppe siamo stati prima coinquilini, poi amici, colleghi di università e infine soci. Giuseppe è la prima persona con cui ho condiviso l’idea. La parte IT invece è gestita da Giorgio che, dopo una esperienza pluriennale come amministratore di una agenzia informatica a Dubai, collabora con noi tra Palermo e gli Emirati Arabi. Luigi e Giovanni invece sono i responsabili di immagine e comunicazione del gruppo, collaborano da Napoli, dove lavorano in una web agency.
Siamo tutti sparsi per l’Italia, da Palermo a Milano, passando per Rossano e Napoli. L’essere distanti potrebbe sembrare penalizzante, ma in realtà ognuno di noi arricchisce il gruppo portando conoscenze e competenze provenienti da contesti diversi e lontani, questo ci consente di avere sempre idee nuove e una formazione costantemente aggiornata. Abbiamo la mia esperienza nel settore agricolo, un consulente strategico di alto profilo, un dinamico IT specialist che collabora con colossi internazionali e due comunicatori d’eccezione che quotidianamente si confrontano su progetti diversi.

4) Tu e il tuo team come pensate di portare avanti il progetto? Avete già qualche contatto?

Fino ad ora abbiamo avuto diverse occasioni per far conoscere il nostro progetto, passando per radio nazionali, TV, quotidiani nazionali, Expo e soprattutto grazie all’intervento di Google che mi ha nominato Ambassador italiano del progetto “Google Growth Engine for European Business”, grazie al quale ogni anno diversi imprenditori europei si incontrano a Dublino per condividere le proprie esperienze e ricevere formazione su trend digitali.  Adesso per portar avanti il progetto e rendere sostenibile il Business dobbiamo trovare le risorse necessarie ad implementare le funzionalità mancanti attraverso la creazione di una applicazione mobile. A tal fine abbiamo avviato da pochi mesi la ricerca e l’individuazione di possibili investitori e acceleratori italiani ed esteri. Abbiamo già tutti i partner necessari alla realizzazione del business nella sua completezza e siamo sicuri di trovare presto un investitore che creda in noi, che creda che l’innovazione nel food passi attraverso la connessione delle persone e la condivisione delle esperienze. Abbiamo la tecnologia, ora dobbiamo usarla per digitalizzare le PMI.

5) Come consideri l’esperienza a ING Challenge?

L’ING Challenge è stata la prima occasione per presentare la nostra business idea a quelli che consideriamo possibili partners, ovvero incubatori, acceleratori e investitori. È stata un’esperienza formativa grazie alla quale ho potuto incontrare molte persone interessanti che operano nel bellissimo mondo delle startup ma soprattutto è stata un’utile occasione per confrontarmi con altri ragazzi che come me credono che sarà l’innovazione a far crescere il nostro Paese. Ora non vedo l’ora di partecipare al Bootcamp di H-FARM, una realtà che sogno di conoscere sin da quando ho intrapreso questa avventura!